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17/08/15

Mad Max - Fury Road

(George Miller, USA 2015) 
Tom HardyCharlize TheronNicholas Hoult, Hugh Keays-Byrne, Rosie Huntington-Whiteley




Mad Max 4 è un diluvio di trovate visive.

Tutto si contorce, cambia colore, piroetta, esplode, implode e risucchia, ri-cambia colore, si dilata e allunga, cambia nuovamente colore...
Indipendentemente dalle sensazioni che può suscitare, nell'opera di Miller c'è un valore figurativo decisamente portentoso; ed è la cosa che, personalmente, trovo di maggior interesse. 

Al netto di ogni valutazione meramente cinematografica.

19/11/14

Interstellar

(Christopher Nolan, USA 2014) 
Con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Michael Caine, Matt Damon, John Lithgow.


Fake poster per il recente film di Nolan.
Citati 2001 - A space odissey (Stanley Kubrick), Solaris (Andrei Tarkowskij), Gravity (Alfonso Cuaròn).
Se ne è discusso troppo in rete, motivo per cui immagino una mia recensione sia più che superflua. 
Ne ho affrontati di interessanti, ma Il miglior commento in cui mi sono imbattuto credo sia quello di Hans Zimmer: sonoro.

20/06/13

Only God Forgives

(Nicolas Winding Refn, Francia-Danimarca 2013) 
Con Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas, Yayaying Rhatha Phongam, Vithaya Pansringarm.


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Due tra i pericoli più grandi dello spettatore zelante sono riassumibili nella nascita, per un motivo od un altro, di due sentimenti: aspettativa e pregiudizio.
Mi piace il festival di Cannes. Mi piace perchè è un coacervo di contraddizioni al cui interno si può pescare veramente di tutto. Anche tanta, tanta qualità, tra l'altro.  

Cannes, Only God forgives = aspettativa. Fischi a Nicholas Winding Refn dopo la proiezione per la stampa, recensioni pesantemente negative = pregiudizio pronto e servito.
Adesso correte sul sito de "gli Spietati" (http://www.spietati.it/) e andate a leggervi l'illuminante recensione-fiume di Alessandro Baratti, oppure accontentatevi del mio perentorio giudizio: opera straordinaria, dalla densità oleosa color rosso-blu shock che annega i corpi degli attori e le pupille dello spettatore per restituire alla superficie un involucro vergine, pronto ad un nuovo “uso”. Alla faccia di pregiudizio e aspettativa.